domenica 30 ottobre 2011

inter - Juve 1-2, che dire...

... 0-1 ...

... si gode ...

... 1-2 ...

... si gode ...

... si gode ...

... si gode ...

venerdì 14 ottobre 2011

Tutta colpa dei radicali

I deputati radicali che ieri si sono sorbiti il discorso di Berlusconi. Poveracci.

Berlusconi ha ottenuto l'ennesima fiducia, ancora più risicata delle altre (per un solo voto stavolta) e che gli permetterà di tirare a campare ancora per qualche mesetto.

L'evento della giornata ha avuto degli inaspettati(?) protagonisti: i deputati radicali, contro i quali si è scagliata l'ira di tutta l'opposizione. Della quale fanno parte. Forse.

lunedì 3 ottobre 2011

Juve - Milan 2-0, Pirlo's Revenge

«Ibra, allegramente, suca!»

Le cose belle della serata di ieri, in ordine sparso:
Marchisio che sembra Tardelli, ma più forte; Vidal che sembra invece una pallina da flipper, e se mai dovesse arrivare il giorno che metterà pure qualche tiro nello specchio fategli un contratto a vita;
il pallonetto di Vucinic, con la piccola imperfezione di aver preso la traversa;
Pepe che invece di due polmoni e due piedi ha quattro polmoni e zero piedi;
Pirlo che cerca i due premolari che ha perso quando è stato abbracciato con una presa stretch da Conte; Chiellini che cerca l'occhio che ha perso infilzato su una delle dita di Boateng; occhiovispo Marotta che esultando dice a Chiellini «poteva andarti peggio, guarda me!»;
Lichtsteiner che è chiaramente un keniota sbiancato, o uno svizzero dopato, perché una progressione come quella che ha fatto al 95° non è umana;
Bonucci che non ha fatto cazzate, eventualità che la SNAI quotava a 150;
Ibra, quello decisivo nella partite che contano, che come sempre contro di noi non la vede mai;
il rimpallo dell'1-0; la cagata di Abbiati del 2-0;
ma sopratutto il gavettone che ha messo in serio pericolo il parrucchino di Conte dal valore di milioni di dollari.

Le cose brutte della serata di ieri, in ordine sparso:
Krasic.
«Ahò, ma chi cazzo t'ha imparato a giogà a calcio, 'tacci tua!»

domenica 11 settembre 2011

Juve - Parma 4-1, sperando che il buongiorno si veda dal mattino

Ora ricomponiamoci però...

La prima è dei polli, si dice dalle mie parti. E il Parma non è sicuramente il Manchester United.
Però se ripenso alla prima giornata dell'anno scorso (sconfitta a Bari) sono moderatamente contento.

martedì 6 settembre 2011

Juve, considerazioni sparse prestagionali

Ma quanti sono?
Grazie a Dio il calciomercato è finito. L'ultima ancora di salvezza per sbolognare qualche giocatore indesiderato era il campionato turco, il cui cancello s'è chiuso ufficialmente ieri.
Dunque è già tempo di fare qualche bilancio, il che fa abbastanza ridere considerato che non è stata giocata nemmeno una partita ufficiale. Ma la serietà non è mai stata una mia ambizione.

giovedì 1 settembre 2011

Evasori, guardatevi le spalle

Suvvìa, la violenza però no...

Riguardo la manovra il governo non ci sta capendo una sega.
Prima uno splendido testo che rinviava tutti i tagli al 2013, tanto nel 2012 c'è la fine del mondo chissenefrega. Poi, dopo che l'Unione Europea ha chiamato dicendo «Dite un po', ma della crisi ve ne siete accorti?», un turbinio di buffonate e contraddizioni che la metà basterebbe per sentirsi male fino alla fine del mondo, quella vera. È diventato una cazzata anche il "contributo di solidarietà", quello che ha fatto addirittura scioperare i calciatori, perché la maggior parte degli italiani guadagna più di 90mila euro l'anno. Dai, non mi dite che non lo sapevate. Sono solo 7mila euro al mese, tredicesima inclusa. Chi non li prende, mica viviamo nel Gabon.

La più bella però è di ieri. Visto che per un motivo o per un altro non possono/vogliono tagliare costi, aumentare le tasse, toccare le pensioni e via discorrendo, ecco l'idea geniale, definitiva: la stretta sull'evasione fiscale.

Ora, manco fossimo un paese in cui il Pil "sommerso" è quasi pari a quello effettivo (ah lo siamo? davvero?), ma perseguire l'evasione (che è un reato comunque, ricordiamolo), punire gli evasori, trovare sistemi efficienti per disincentivarla, non dovrebbero essere delle cose scontate, intrinseche in uno stato di diritto? Bisogna specificarlo all'interno di una finanziaria?
Allora specifichiamo pure la lotta alla mafia, quella all'estorsione e ai furti, gli omicidi, gli stupri, il terrorismo.

Ma del resto questi qua sono gli stessi che tempo addietro hanno depenalizzato il falso in bilancio, perché che volete che sia, mica è una cosa grave.
Evidentemente hanno qualche problema di percezione su cosa è giusto o cosa è sbagliato. Solo a livello economico sia chiaro, perché a parte tangenti, corruzioni, concussioni e fondi neri, per il resto i limiti della legalità li hanno ben definiti. Quelli non c'è bisogno di specificarli da nessuna parte.

domenica 28 agosto 2011

Marcello!


Da una ventina di giorni ho un nuovo coinquilino.
Andiamo molto d'accordo, anche perché facciamo più o meno la stessa vita: dormiamo 16-18 ore al giorno, mangiamo in maniera sregolata ad orari impensabili e rilasciamo escrementi di dimensioni dinosauresche.

E poi di cognome fa Lippi, quindi rispetto ai massimi livelli.

venerdì 8 luglio 2011

Nuove esperienze

Non ci vedi più dalla fame? Fatti una Fiesta!

Per strano che possa sembrare, in 25 e rotti anni di vita non ero mai andato a prendere una macchina nuova di pacca dal concessionario.
Un po' perché fin'ora ho guidato solo catorci usati e un po' perché quando capitava a genitori/parenti/amici non li ho accompagnati neanche una volta.
Sì, all'epoca ritirai il motorino, ma sverginare un'autovettura bella intonsa è stato un evento del tutto nuovo.
Devo ammetterlo, appena imboccata la via fuori dal cancello della Ford un po' di tensione c'era. Abituato alla mia Polo da battaglia, ho dovuto riprogrammare il cervello per utilizzare due modalità a me ignote: attenzione e prudenza. Aggiungiamoci che, nonostante me ne sia spudoratamente appropriato, la macchina sarebbe di mia madre, volevo evitare di fare qualche cagata proprio nell'immediato.

Il difficile sarà perdurare su questa via. Vedrò di iscrivermi a un corso di yoga e meditazione zen. O di scuola guida acrobatica, fa lo stesso.

lunedì 4 luglio 2011

"Giustizia" sportiva


Lungi da me voler aprire il solito polpettone su calciopoli, Moggi, scudetti revocati, lazzi e mazzi... ma quando leggi cose così:

“L’Inter ha violato l'articolo relativo all’illecito sportivo. I dirigenti nerazzurri hanno tenuto comportamenti finalizzati ad ottenere vantaggi in classifica”

Questo non lo dice Moggi o il suo avvocato, ma è scritto nelle motivazioni della requisitoria del procuratore della FIGC Palazzi, lo stesso che ha punito la Juve e le altre squadre coinvolte nel 2006.
Il fascicolo sull'Inter è stato però archiviato per prescrizione, nonostante le nuove intercettazioni siano venute fuori soltanto l'anno scorso.

Tanto per chiarire, non voglio fare paragoni, né tra Moggi e Moratti/Facchetti né tra Juve e Inter. Mi chiedo solo: se queste robe fossero uscite fuori all'epoca e non 5 anni dopo?

venerdì 24 giugno 2011

Marco Pannella, «patrimonio comune della società italiana»

Marco Pannella ospite alla RAI? Impossibile, sarà stato un ologramma

Ieri sera, a mezzanotte, Marco Pannella ha deciso di sospendere lo sciopero della sete dopo quattro giorni. Ma continua quello della fame, che dura ormai da più di due mesi.
La scelta di interrompere la parte più dura della sua "lotta nonviolenta perché l'Italia torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia" (lotta, e non "protesta" come ci tiene giustamente a sottolineare) è avvenuta perché ha visto forse muoversi qualcosa, perché politici e media hanno rotto il silenzio e si sono interessati, seppur per poco e forse per finta, alla sua questione e, soprattutto, per rispetto verso l'interlocutore al quale si è sempre rivolto nei suoi messaggi e videomessaggi in queste settimane: il Presidente della Repubblica Napolitano. Che ieri gli ha scritto una lettera.

Belle parole. Qualcuno c'ha anche visto un'implicita candidatura futura come senatore a vita.
Ma va beh, rimaniamo sulla terra: perché, ancora una volta, Pannella ha scelto il digiuno?
E qual è l'esatto obiettivo della sua lotta nonviolenta?

Beh, il digiuno è l'unica arma con la quale Pannella, da anni, riesce a farsi un minimo ascoltare, per puntare l'attenzione dell'opinione pubblica su alcune questioni solitamente ignorate dalla politica e dai media. Per dire, quest'anno su oltre 1300 apparizioni di politici in programmi televisivi di "approfondimento" il leader radicale è stato invitato, indovinate?, sì, zero volte. Programmi che spesso e volentieri trattano argomenti anche ridicoli (tipo ministeri da spostare). Per questo motivo martedì sera, durante la messa in onda di Ballarò, un gruppo di radicali ha proiettato fuori dagli studi della RAI un videomessaggio di Pannella (vedi foto in alto), che in sette minuti scarsi riassumeva la sua denuncia.
L'oggetto è lo stato in cui si trova la democrazia in Italia, testimoniato anche dall'aberrante situazione in cui si trovano le carceri italiane e i detenuti che le affollano. Alcune cifre: più di 70mila detenuti per 40mila posti di capienza complessiva, una media di 2,5 metri quadrati di spazio in cui vivere e, solo nel 2010, ben 63 suicidi avvenuti in cella. Inoltre una gran parte di chi è dietro le sbarre è ancora senza una sentenza definitiva, in attesa della fine del processo.
Una democrazia si dovrebbe valutare dalle condizioni in cui vivono tutti i cittadini, anche se carcerati. Mentre spesso per questi ultimi tutte le norme internazionali sui diritti umani vengono violate.
Ma senza spingersi troppo in là nel diritto comunitario, basta solo dare un'occhiata, anche in questo caso, alla nostra vecchia e cara Costituzione, che afferma come la detenzione debba essere non solo punitiva ma anche reintegrativa per quei soggetti che dovranno poi essere riaccolti nella società civile. Beh, reintegrare così non proprio è possibile.

La soluzione che propone Pannella può apparire drastica, cioè un'amnistia per coloro che hanno commesso reati meno gravi.
Però, pensiamoci, non sono amnistie coatte anche le oltre 200mila prescrizioni che ci sono ogni anno, e delle quali beneficiano solo coloro che possono permettersi migliaia di euro di spese legali e gli avvocati più bravi? È davvero giusto che le carceri siano le discariche della società, popolate da immigrati clandestini, tossicodipendenti e rifiuti umani vecchi e malati?
Ma anche se si è contrari a forme di amnistie o indulto, il problema rimane e va discusso. E magari risolto.
Pannella poi non chiede un'amnistia fine a sé stessa, una sorta di bomba libera tutti legalizzata, ma una misura mirata e accompagnata ad una riforma reale della giustizia, che garantisca tempi dei processi giusti e depenalizzi alcuni reati francamente incomprensibili, come quelli che scaturiscono da leggi mal studiate e mal scritte tipo la Bossi-Fini sull'immigrazione, o leggi assurde come la Giovannardi-Fini sul possesso di stupefacenti.
C'è da dire che stavolta il leader radicale non è stato totalmente da solo nella lotta: quasi 15mila persone hanno aderito alla sua iniziativa, tra detenuti, agenti di polizia penitenziaria, psicologi carcerari, avvocati, magistrati e cittadini comuni.
Chi è vicino al problema afferma quanto sia grave la situazione e quanto sia importante che la voce del leader radicale venga ascoltata per davvero e che non cada, tra qualche giorno, di nuovo nell'oblio.

Comunque, tra i tanti politici che gli hanno fatto visita nella clinica dov'era tenuto sotto osservazione, alcuni seriamente preoccupati, altri in cerca come al solito di un po' di visibilità, c'è stato anche il ministro della giustizia Alfano, che gli ha detto chiaramente che l'aspetto legato alle carceri è forse il più serio della situazione della giustizia italiana. Peccato che il governo in questi mesi non abbia minimamente toccato l'argomento, ma la sua azione per "riformare in modo epocale la giustizia" sia coincisa unicamente col cavare dagli impicci un solo individuo, che sicuramente non ha problemi di spazio vitale e di aria respirabile nelle sue dimore.

Infine è ironico che per un casuale gioco di ombre durante la proiezione del videomessaggio fuori dalla RAI, Pannella sembrava che parlasse da dietro delle sbarre.

(Di seguito il testo integrale della lettera di Napolitano, del quale mi sono permesso di sottolineare alcuni passaggi.)