lunedì 4 luglio 2011

"Giustizia" sportiva


Lungi da me voler aprire il solito polpettone su calciopoli, Moggi, scudetti revocati, lazzi e mazzi... ma quando leggi cose così:

“L’Inter ha violato l'articolo relativo all’illecito sportivo. I dirigenti nerazzurri hanno tenuto comportamenti finalizzati ad ottenere vantaggi in classifica”

Questo non lo dice Moggi o il suo avvocato, ma è scritto nelle motivazioni della requisitoria del procuratore della FIGC Palazzi, lo stesso che ha punito la Juve e le altre squadre coinvolte nel 2006.
Il fascicolo sull'Inter è stato però archiviato per prescrizione, nonostante le nuove intercettazioni siano venute fuori soltanto l'anno scorso.

Tanto per chiarire, non voglio fare paragoni, né tra Moggi e Moratti/Facchetti né tra Juve e Inter. Mi chiedo solo: se queste robe fossero uscite fuori all'epoca e non 5 anni dopo?

venerdì 24 giugno 2011

Marco Pannella, «patrimonio comune della società italiana»

Marco Pannella ospite alla RAI? Impossibile, sarà stato un ologramma

Ieri sera, a mezzanotte, Marco Pannella ha deciso di sospendere lo sciopero della sete dopo quattro giorni. Ma continua quello della fame, che dura ormai da più di due mesi.
La scelta di interrompere la parte più dura della sua "lotta nonviolenta perché l'Italia torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia" (lotta, e non "protesta" come ci tiene giustamente a sottolineare) è avvenuta perché ha visto forse muoversi qualcosa, perché politici e media hanno rotto il silenzio e si sono interessati, seppur per poco e forse per finta, alla sua questione e, soprattutto, per rispetto verso l'interlocutore al quale si è sempre rivolto nei suoi messaggi e videomessaggi in queste settimane: il Presidente della Repubblica Napolitano. Che ieri gli ha scritto una lettera.

Belle parole. Qualcuno c'ha anche visto un'implicita candidatura futura come senatore a vita.
Ma va beh, rimaniamo sulla terra: perché, ancora una volta, Pannella ha scelto il digiuno?
E qual è l'esatto obiettivo della sua lotta nonviolenta?

Beh, il digiuno è l'unica arma con la quale Pannella, da anni, riesce a farsi un minimo ascoltare, per puntare l'attenzione dell'opinione pubblica su alcune questioni solitamente ignorate dalla politica e dai media. Per dire, quest'anno su oltre 1300 apparizioni di politici in programmi televisivi di "approfondimento" il leader radicale è stato invitato, indovinate?, sì, zero volte. Programmi che spesso e volentieri trattano argomenti anche ridicoli (tipo ministeri da spostare). Per questo motivo martedì sera, durante la messa in onda di Ballarò, un gruppo di radicali ha proiettato fuori dagli studi della RAI un videomessaggio di Pannella (vedi foto in alto), che in sette minuti scarsi riassumeva la sua denuncia.
L'oggetto è lo stato in cui si trova la democrazia in Italia, testimoniato anche dall'aberrante situazione in cui si trovano le carceri italiane e i detenuti che le affollano. Alcune cifre: più di 70mila detenuti per 40mila posti di capienza complessiva, una media di 2,5 metri quadrati di spazio in cui vivere e, solo nel 2010, ben 63 suicidi avvenuti in cella. Inoltre una gran parte di chi è dietro le sbarre è ancora senza una sentenza definitiva, in attesa della fine del processo.
Una democrazia si dovrebbe valutare dalle condizioni in cui vivono tutti i cittadini, anche se carcerati. Mentre spesso per questi ultimi tutte le norme internazionali sui diritti umani vengono violate.
Ma senza spingersi troppo in là nel diritto comunitario, basta solo dare un'occhiata, anche in questo caso, alla nostra vecchia e cara Costituzione, che afferma come la detenzione debba essere non solo punitiva ma anche reintegrativa per quei soggetti che dovranno poi essere riaccolti nella società civile. Beh, reintegrare così non proprio è possibile.

La soluzione che propone Pannella può apparire drastica, cioè un'amnistia per coloro che hanno commesso reati meno gravi.
Però, pensiamoci, non sono amnistie coatte anche le oltre 200mila prescrizioni che ci sono ogni anno, e delle quali beneficiano solo coloro che possono permettersi migliaia di euro di spese legali e gli avvocati più bravi? È davvero giusto che le carceri siano le discariche della società, popolate da immigrati clandestini, tossicodipendenti e rifiuti umani vecchi e malati?
Ma anche se si è contrari a forme di amnistie o indulto, il problema rimane e va discusso. E magari risolto.
Pannella poi non chiede un'amnistia fine a sé stessa, una sorta di bomba libera tutti legalizzata, ma una misura mirata e accompagnata ad una riforma reale della giustizia, che garantisca tempi dei processi giusti e depenalizzi alcuni reati francamente incomprensibili, come quelli che scaturiscono da leggi mal studiate e mal scritte tipo la Bossi-Fini sull'immigrazione, o leggi assurde come la Giovannardi-Fini sul possesso di stupefacenti.
C'è da dire che stavolta il leader radicale non è stato totalmente da solo nella lotta: quasi 15mila persone hanno aderito alla sua iniziativa, tra detenuti, agenti di polizia penitenziaria, psicologi carcerari, avvocati, magistrati e cittadini comuni.
Chi è vicino al problema afferma quanto sia grave la situazione e quanto sia importante che la voce del leader radicale venga ascoltata per davvero e che non cada, tra qualche giorno, di nuovo nell'oblio.

Comunque, tra i tanti politici che gli hanno fatto visita nella clinica dov'era tenuto sotto osservazione, alcuni seriamente preoccupati, altri in cerca come al solito di un po' di visibilità, c'è stato anche il ministro della giustizia Alfano, che gli ha detto chiaramente che l'aspetto legato alle carceri è forse il più serio della situazione della giustizia italiana. Peccato che il governo in questi mesi non abbia minimamente toccato l'argomento, ma la sua azione per "riformare in modo epocale la giustizia" sia coincisa unicamente col cavare dagli impicci un solo individuo, che sicuramente non ha problemi di spazio vitale e di aria respirabile nelle sue dimore.

Infine è ironico che per un casuale gioco di ombre durante la proiezione del videomessaggio fuori dalla RAI, Pannella sembrava che parlasse da dietro delle sbarre.

(Di seguito il testo integrale della lettera di Napolitano, del quale mi sono permesso di sottolineare alcuni passaggi.)

martedì 21 giugno 2011

Presunte contraddizioni, come un ministro dell'interno che sogna la secessione

Sì, ma di quale repubblica?

«Noi abbiamo un grande sogno: una Padania libera e indipendente»

Roberto Maroni, ministro dell'interno (già citato qua), ha concluso così i tre minutini scarsi di discorso che il suo leader Bossi gli ha concesso al raduno leghista domenica mattina, mandando in visiblio la folla di fratelli padani che riempiva il pratone in quel di Pontida.
In Italia le nostre orecchie sono abituate a cose ben peggiori, diciamo la verità, quindi figuriamoci se qualcuno si sia scandalizzato. Ma se fossi stato un marziano in visita turistica un pochino mi sarei stupito di queste parole. Come, mi sarei chiesto, il ministro dell'interno di una Repubblica che auspica la creazione di un'altra repubblica, staccandola da quella di cui è cittadino e per la quale ricopre una delle cariche più alte?
Se non sbaglio, non mi pare che la Costituzione sulla quale egli ha giurato dica che i portatori di cariche istituzionali possano dire cose del genere. Figuriamoci se sei l'inquilino del Viminale. Ma, va beh, capisco che di quel pezzo di cartaccia ai leghisti, quelli del dito medio alzato virilmente durante l'inno di Mameli, possa non fregare una cippa.
A noi italiani sembra tutto normale in effetti, ma al marziano come glielo spiego?

lunedì 13 giugno 2011

Il referendum non è morto, il quorum batte ancora


Hanno provato ad insabbiarli, silenziando i media e manovrando in parlamento.
Una volta però che era chiaro che si sarebbero votati hanno tentato altri sotterfugi, come ricorsi last-minute alla cassazione. Hanno maneggiato anche le previsioni del tempo, che consigliavano di fare una "bella gita" visto che domenica ci sarebbe stato il sole.
Il ministro Maroni stamattina ha giocato l'ultima carta, un disperato jolly, annunciando che secondo gli analisti del Viminale il quorum si sarebbe raggiunto al 100%, invitando quindi, mooolto implicitamente, chi non aveva ancora votato ad evitare di perdere tempo ad andarci, tanto ormai era fatta.

Che poi, poveretto, aveva ragione

lunedì 6 giugno 2011

Mi raccomando i referendum. Astenersi astenuti


Domenica, tra meno sei giorni, si votano i referendum.

Non è importante quello che volete votare, l'importante è che votiate.
Dovete votare, punto. L'imperativo è d'obbligo, non c'è condizionale che tenga.
Non è importante se lo fate perché siete contro il nucleare, o perché siete proprietari di un'azienda idrica e volete investire sull'acqua, o perché volete fare un dispetto a Berlusconi mandandogli a donne di facili costumi il legittimo impedimento, o perché siete collezionisti di timbri elettorali.
Votate, votate, votate e votate. Sì, quattro volte, come le schede colorate che vi ritroverete in mano.
L'astensione non è ammissibile.

martedì 31 maggio 2011

La batosta, parte 2

È andata così male?

Due settimane fa avevo il dubbio che i risultati dei ballottaggi avrebbero potuto insabbiare i chiari messaggi che il primo turno delle amministrative aveva dato. Non mi sembrava così improbabile un colpo di coda (o di culo) di chi il colpo l'aveva preso pieno in faccia.
Invece non è successo. Non è servita l'appropriazione dei TG da parte del Cavaliere; non ha aiutato il tentativo di generare il panico parlando di invasione di islamici, rom e gay; non ha scoraggiato dare del "senza cervello" a chi non avesse scelto i candidati del PdL. La sconfitta è stata netta, trasversale, dalle Alpi a Lampedusa. Pure ad Arcore!
Il crollo di Berlusconi ha avuto riflessi anche sulla Lega, che ha perso parecchi voti e comuni. Evidentemente anche l'elettore leghista sta cominciando a porsi delle domande tipo "qual è il senso di Berlusconi?" o "davvero la dittatura delle toghe rosse è il male primario del nostro Paese, tanto da rompere le balle sul tema a tutto il G8?".
E mentre tutti i Belpietro del mondo se la prendono con il "candidato debole" Moratti, convince poco la motivazione che gli sconfitti adducono per sorreggere l'alibi, ovvero che in un periodo di crisi tutti i governi passano una fase di antipatia, soprattutto se sono stati costretti a stringere la cinghia. Peccato che fino a qualche ora fa non erano rari discorsi come "la crisi non c'ha abbattuto, ci siamo salvati senza mettere le mani in tasca agli italiani, che sono ricchi e spendono un sacco di soldi in cosmetici!".

mercoledì 18 maggio 2011

Risultati e proiezioni, il Conte e il Cavaliere

Piano, sennò si stacca la protesi

Checché ne dicano i suoi prodi scudieri, per il Cavaliere queste amministrative sono state una bella alabardata sui denti.
Eh no, mi spiace, ma non si può dire che «a parte Milano, è stato un pareggio», perché è a Milano che il Cavaliere c'ha messo la faccia in prima persona. Era tranquillo nella sua roccaforte meneghina, dove da dieci anni il centrodestra vinceva al primo turno, dove ci sono i tribunali coi giudici brutti e cattivi, che pure diventano teatrini tutti i lunedì mattina. Tanto tranquillo e sicuro di vincere che la campagna ha scollinato i confini comunali, è diventata un "con me o contro di me" nazionale e ha relegato la cariatide candidata sindaco a stalliera della situazione. E lei poveretta, per farsi vedere, non ha saputo fare altro che scoccare un paio di frecce diffamatorie qua e là. Guardando in casa propria, tra l'altro, era evidente che attaccarsi a presunte sentenze di colpevolezza non sarebbe stata una gran mossa, viste tutte le amnistie e le prescrizioni che popolano quelle lande. Il bue che dice cornuto all'asino, direbbe mia nonna. Ma non erano quelli del PdL i garantisti a tutto tondo?
Comunque, i risultati sono stati una batosta appunto: Pisapia, il ladro d'auto estremista-terrorista, ha stravinto il primo turno e, cosa più clamorosa, il Cavaliere ha visto volatilizzarsi da sotto il naso metà delle preferenze che ebbe alle milanesi del 2006, quando anche allora svettava come capolista. Beh, se "sotto 50mila voti è un funerale" (cfr. dichiarazioni del Cavaliere) qua ci vorrebbe una cerimonia di stato, con lutto nazionale incorporato.

lunedì 9 maggio 2011

Juve - Chievo 2-2, quando credi di averle viste tutte

Mi raccomando Delneui, ora vai a dire che «la squadua ha fatto una pautita impoutante, come concetto»

Può capitare che la Juve stia vincendo due a zero in casa col Chievo, a mezz'ora dalla fine.
Può capitare anche che il Chievo, a questo punto, in 40 secondi colpisca due pali e sulle rispettive respinte faccia due gol, con la Juve sbilanciata neanche dovesse recuperare chissà quale risultato.
Può capitare anche che Chiellini, dopo, prenda pure lui un palo, interno, con un colpo di pancia a 30 centimetri dalla linea di porta. E che sull'azione successiva Pellissier eluda Buffon, uscito chissà perché sulla trequarti all'altezza del fallo laterale, dribbli un cameramen, salti un cartellone pubblicitario, metta un pallone al centro che un povero pirla di gialloblù vestito, emozionato forse da tanta grazia ricevuta, passi a Marchisio che boccheggiava per caso davanti alla porta.
Può capitare anche che Matri sulla fascia giochi molto molto molto meglio di Krasic, mettendo più cross lui in un quarto d'ora che il serbo in tutto il campionato, e che da uno di questi cross Toni colpisca un altro palo, da due metri, solo in area, al 44esimo, con uno di quei colpi di testa che in tutto il resto della sua carriera sarebbero entrati di sicuro.

Ma la cosa più assurda, impensabile, che può capitare è che io mi ostini nel continuare a guardare queste partite, non si sa per quale inconscio istinto masochista. Dev'essere assuefazione ai travasi di bile, evidentemente.
Dai dai che mancano solo 2 giornate alla fine.

martedì 3 maggio 2011

Lazio - Juve 0-1, una miscela esplosiva

Quando è lui il tuo uomo della provvidenza si capiscono tante cose

Stasera ho avuto l'ennesima conferma che nella Juve di quest'anno la maggior parte dei giocatori è una pericolosa miscela di idiozia calcistica e piedi storti. Ma non faccio nomi, anche perché uno di questi ha risolto la partita nel finale.

Comunque, la banda di Delneui, giocando probabilmente la partita più brutta della stagione, e ce ne vuole, porta via 3 punti dall'Olimpico. Ancora, dopo la vittoria sulla Roma di qualche tempo fa.
Diciamo pure immeritatamente, dopo una partita pietosa, a tratti inguardabile, ad altri da vomito, condita con una bella dose di culo.

Nel mentre Lotirchio continua a vaneggiare col suo italiano maccheronico di task force e di fantomatici complotti pro-Roma, tirando addirittura in ballo le manette tintinnanti di tangentopoli.
Io gli vorrei far notare che se non vinci contro una Juve così scarsa, che fa sembrare la Lazio il Barça e Brocchi Iniesta, solo perché non t'hanno dato un rigore, beh, forse in Champions allora è meglio che tu non ci vada. Perché lì Iniesta rischi di trovartelo contro. E non gente tipo Simone Pepe. Ops, un nome alla fine l'ho fatto.

lunedì 2 maggio 2011

Il corpo di Bin Laden

Questa foto è un falso, anche perché un proiettile alla testa difficilmente ti riduce così

Osama Bin Laden è morto, olè olè.
Svesto un attimo i panni di Michael Moore del complottista dello scettico che tengo addosso in ogni singola occasione della vita e ammetto per un attimo che Bin Laden sia esistito veramente, che il nine/eleven non sia stata una messinscena per far sì che gli yankees potessero attaccare chiunque in libertà e che la guerra abbia avuto altre motivazioni oltre a quelle economiche. Okay.
A questo punto mi chiedo: beccate il ricercato n°1 dell'universo e seppellite il suo corpo in mare? Ho sentito bene, IN MARE? IN MARE??? E date come motivazione che è per "rispetto della religione araba"? Che non è neanche vero dicono Mustafà e gli altri, non è una pratica che utilizzano. Poi perché così alla svelta, tipo un paio d'ore dopo l'uccisione? Che roba è, avevate paura di una decomposizione lampo? No, davvero, che significa "seppellire in mare"? Sono scesi dei palombari con la vanga e hanno interrato la bara nella fossa delle Marianne?
Per favore, qualcuno mi spieghi. Anni e anni di film western m'hanno insegnato che il cattivo con la taglia va portato allo sceriffo vivo o morto, non è che gli posso dire «massì dai, l'ho cremato perché c'era scritto così nel suo testamento». Insomma, le prove intendo. Esistono? Ci sarà almeno qualcuno che avrà fatto una foto col cellulare, per dire, no?
Altrimenti mi tocca rimettere i vestiti dello scettico che ho già messo allo sporco, non mi fate fare le scale.